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CAVALLERIA E WEB 52 Le crociate minori


 
CAVALLERIA E WEB 52 Le crociate minori

Nell'illustrazione: Pietro l'eremita, secondo l'immaginario verdiano

 

La crociata dei pezzenti

 

All'epoca delle crociate l'Europa era attraversata da predicatori itineranti che infiammavano gli animi dei ceti minori durante la riforma contro il clero simoniaco e il concubinato.
Con la vittoria dei riformatori, questi predicatori erano divenuti scomodi per il clero. L'esito della riforma aveva mancato di far nascere la Chiesa di "poveri e uguali" (a cui si ispirò anche San Francesco d'Assisi).
E' quindi credibile che papa Urbano pensasse solo a una spedizione di signori feudali dell'Europa Meridionale, ma l'entusiasmo fu tale che a muoversi per prime furono le componenti più povere. Essi vedevano in essa il ritorno alla Casa del Padre, alla Gerusalemme Celeste.
Si mossero armati con quello che potevano permettersi e privi di ogni organizzazione militare, partendo verso l'oriente macchiandosi lungo la strada di delitti comuni e di stragi dirette, soprattutto contro le comunità ebraiche insediate lungo il Reno e il Danubio (la persecuzione degli ebrei era nata perché "erano stati loro a condannare Gesù il Figlio di Dio").
Pietro l'Eremita era un predicatore divenuto popolare per aver percorso a piedi molte località della Francia. Non era un personaggio inquadrato nel sistema ecclesiastico ma era dotato di grande carisma che sapeva esercitare molto bene sulle folle.
Nel 1096, con un grosso seguito di francesi cui si erano uniti anche alcuni cavalieri, presso Colina, si unì al cavaliere Gualtieri Senza Averi e, senza risorse economiche, subito dopo pasqua, verso Costantinopoli.
Le truppe di Pietro l'Eremita, attraversata l'Ungheria di recente cristianizzazione, raggiungendo Semlin (in Ungheria), presero d'assalto la città e massacrarono 4000 Correligionari. Questo fatto fu generato da un'assoluta mancanza di vettovagliamenti e logistica. In cambio ottennero un'azione di autodifesa non meno importante. Per proseguire saccheggiarono e depredarono anche Belgrado.
Nell'agosto del 1096 si trovarono di fronte a Costantinopoli, dove l'imperatore Alessio I consigliò loro di aspettare l'arrivo della crociata dei baroni, ma di fronte ai loro eccessi assegnò loro la piazzaforte di Kibotos dandosi poi alla razzia nei dintorni di Nicea. Il sultano Quilij Arslan riprese tuttavia il controllo di Kibotos nel mese di settembre.
Nel mese di ottobre, stanchi di aspettare, si diressero ancora verso Nicea ma vennero sterminati non appena usciti dal campo. Gualtieri Senza Averi e il conte di Hugues persero la vita in questo scontro.
Da 2500 solo 300 riuscirono a tornare a Costantinopoli, dove si amalgamarono alle forze condotte dai baroni.


La crociata dei tedeschi


Seguendo l'appello pontificio. alcuni signori tedeschi con 10000 seguaci e l'appoggio di un discepolo di Pietro l'Eremita, partirono verso i Balcani per seguirne le orme, mentre il conte Emic raccoglieva altre forze in Renania.
Malgrado gli ordini dell'imperatore, a Worms si abbandonarono a un vero e proprio massacro nei confronti della comunità israelitica, rea, a loro dire, di prestare denaro per interesse (all'epoca era considerata azione da scomunica il prestare denaro con interessi di usura). Questo nonostante la nobiltà e il clero prendessero le difese degli ebrei. Poco oltre, a Magonza, si ripetè il medesimo episodio. Altre code persecutorie si registrarono in alcune città che si trovavano sul loro cammino.
Ma re Colmanno di Ungheria affrontò e distrusse le forze tedesche che avevano osato toccare i "suoi ebrei".
Così, ancora prima di giungere a destinazione, anche questa crociata ebbe termine.




Autore: SirAntony

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