Ed è proprio quella carica cromatica, quella dirompente esplosione di colori che balza agli occhi, ti cattura e ti entra nell'anima quando ci si ritrova davanti a un artista quale Carlo Mattioli.
Cresciuto e formatosi a Parma, non se ne allontanò mai rimanendo nell'intimità della sua famiglia e frequentando pochi amici letterati come Mario Luzi, Ugo Guanda e Roberto Longhi dai quali apprese l'amore per la letteratura italiana e americana e che fungerà da collante di tutta la sua opera.
Un evolutivo percorso artistico ma anche interiore, quello di Mattioli, che lo condurrà dai primi ritratti alla moglie Lina, alle litografie per opere famose fino ai "Paesaggi bianchi", passando attraverso i famosi Notturni caratterizzati dalla sola presenza del cielo, talvolta carico di nubi talaltra lievemente illuminato e che pian piano rivela la presenza di un'appena accennata siepe o un albero, o una cupa notte che abbraccia un corpo femminile tanto inarcato da sembrare una collina.
Le opere di Mattioli, oltre al forte impatto visivo, "raccontano" la vita di un uomo semplice ma di una grande finezza intellettuale; è come se tutta la sua arte e la varietà cromatica scandissero le fasi della sua vita: dal bianco al nero, dalla giovinezza alla senilità quest'ultima rischiarata dal volto di una bambina, la nipote, che per un istante riaccenderà i colori di un tempo.
Autore: luisaemme
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