Mi chiamo Antonella Salamone e sono una stagista. Una tirocinante nell'accezione base del termine, ossia una sorta di apprendista della vita "nuova" che mi si è aperta all'alba della laurea in un'università dal sapore umanista e dal gusto alle volte poco umano.
L'ente che mi ospita è il sogno che ho, la sede è la vita. La mia vita.
Al momento andare avanti è difficile. I giorni sono altalene su cui mi diverto ma tutte le volte che scendo, che il giro è finito, un senso di smarrimento mi assale.
Adesso il mondo è mio ma con tutta onestà, io questo mondo, così, non lo voglio.
Lo stomaco è l'organo che in questo periodo alleno di più. Si contorce, povero, al movimento infido dell'ira; si assopisce, ingenuo, a momentanee soddisfazioni e non si placa, temerario, perché gli manca il premio. Avanti e indietro, veloce che l'amarezza si deve secernere. Salirà per le vie dell'acidità e si trasformerà in delusione. Il fiele evapora in fallimento. E' questo il sapore del disinganno. La disillusione ha un sapore acre ma in compenso mantiene in forma lo stomaco!
Quando studi, vai all'università e aspetti, è come se comprassi una valigia, grande, capiente il più possibile da riempire di soddisfazioni, illusioni e sogni; sogni, soprattutto quelli.
Ma quanto costa un sogno? È quantificabile il valore del viaggio verso tale allucinazione?
Sogno = maratona di beneficenza verso noi stessi; carità offerta dalla nostra volontà che purtroppo, alle volte, si trasforma in elemosina di un appannante successo.
Quanto si è disposti a prostrarsi, a calare la testa in vista e in virtù di qualcosa che, nei momenti di sconforto, ci appare come un miraggio? Di certo dissetarsi all'oasi della soddisfazione ripaga della lunga corsa, ma questa gara alla resistenza quanto può durare?
Io al momento sono in fase di riscaldamento, di allenamento, non ci si presenta ad una gara con i muscoli freddi e non allenati. Imparo quotidianamente. In silenzio, tra le flessioni dei miei pensieri e gli scatti dei miei nervi, riesco a intravedere i primi ginnici risultati. Verrò mai convocata dal dream's coach? Magari sì se io fossi un sogno! Io sono solo l'essere sognante, il fisioterapista che fornisce a un'idea gli strumenti necessari per poter passeggiare sul lungomare delle possibilità o, alle volte, dell'impossibilità.
Per il momento mi accontento di esser finita dentro un cioccolatino. Parole, nocciole e cacao, spolverati da una sottile granella di speranze.
Autore: meknes
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