Drinkpee drinkpee drinkpee: la pipì che si può (quasi) bere e che fa crescere le piante
Svizzera, si chiama DrinkPeeDrinkPeeDrinkPee ed è un progetto volto al riciclo delle urine come fertilizzante. - L'idea è venuta a Britta Riley e Rebecca Bray, le due ricercatrici sono difatti convinte che l'essere umano non debba essere visto come separato/dissimile dalle altre componenti dell'ecosistema così come non lo devono essere i suoi "scarti".
Tutti credono che la "pipì" sia un qualcosa di sporco, nocivo: niente di più sbagliato! Nel momento stesso in cui abbandona il nostro corpo rappresenta quanto di più sterile possiamo espellere (in situazioni estreme può addirittura essere impiegata come disinfettante per le ferite; contrariamente alle feci, solo in un secondo momento la pipì si trasforma in vivaio di batteri).
Insomma questo liquido che tutti disprezzano se ben gestito può tramutarsi in una ricca fonte di sostentamento per l'ecosistema. La ricerca è quindi partita a formulare un impiantro che permette di raggiungere un risultato incredibile: mutare le urine in fertilizzante.
Attualmente le urine umane sono causa di grave inquinamento poichè,riversate da canali di scolo in laghi, mare (ecc.). A causa della presenza di azoto e fosforo nelle urine, viene favorito lo sviluppo di particolari alghe tossiche che soffocano i pesci. Da oggi invece, grazie alla ricerca Drinkpeedrinkpdrinkpeedrinkpee le urine possono essere trattate separando il fosforo e l'azoto (in modo da poterli impiegare come fertilizzanti) e allo stesso tempo di lasciare un residuo praticamente innocuo alle forme di vita acquatiche.
Ma non è finita, l'idea può inoltre essere sperimentata in piccolo a casa propria grazie al "Urine to Fertilzer DIY Kit" (completo di semi e sostanze necessarie alla trasformazione). Il kit in sostanza offre a chiunque la possibilità di riutilizzando la propria pipì per far nascere una piantina.