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Shutter Island, la recensione del film di Martin Scorsese
Shutter Island, diretto da Martin Scorsese, è un film thriller/horror ispirato al romanzo "L'Isola della Paura" di Dennis Lehone pubblicato nel 2003. Ci troviamo negli anni '50, gli agenti federali Teddy Daniels (Leonardo Di Caprio) ed il suo collega Chuck Aule (Mark Ruffalo) vengono mandati all'Asheclif Hospital, ospedale specializzato nella cura dei malati di mente situato su Shutter Island. I due agenti devono indagare sulla scomparsa di Rachel Soldano, una paziente svanita nel nulla la notte prima del loro arrivo. Fin dalle prime scene si riconosce la maestosa regia di Martin Scorsese sostenuta da un'ottima fotografia, curata da Robert Richardson, e da un'eccelsa scenografia del nostro Dante Ferretti. La colonna sonora nelle prime battute del film è un po' opprimente: il volume è troppo alto. Molto bravi gli attori: Leonardo Di Caprio bravo ma non eccelso; Mark Ruffalo davvero perfetto, un ruolo azzeccato, Ben Kingsley nei panni del Dott. John Cawley, primario dell'ospedale psichiatrico; Michelle Williams la moglie di Teddy Daniels (Leonardo Di Caprio). I personaggi principali sono affiancati da comprimari d'eccezione, come Max von Sydow, attore feticcio di Ingmar Bergman (ha recitato in ben 14 delle sue pellicole). Nel ruolo di caratterista ha fornito celebri interpretazioni, come quella di Padre Merrin nel film l'"Esorcista". Fin dalle prime scene, come detto prima, ci si accorge della regia di Martin Scorsese, Premio Oscar per "The Departed" nel 2007, che ci regala un film davvero ottimo, cupo, malato, claustrofobico, bello con una sceneggiatura contorta. L'uscita posticipata è davvero un peccato dal momento che il film avrebbe potuto ottenere diverse nomination agli Oscar. Un film assolutamente da vedere, di qualità. Voto complessivo: 8/9.