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Piccoli ladri, la recensione del film di Marziyeh Meshkini


 
Piccoli ladri, la recensione del film di Marziyeh Meshkini

Ci troviamo a Kabul durante la guerra, l'eterna guerra, siamo nel 2004 e il film ci porta a conoscere due bimbi, Zahed e Gol Gothi, fratello e sorella, che vagano per le strade di questa enorme città sotto il rumore dei caccia che popolano quelle zone del mondo. La loro vita non è per niente facile, la loro madre è in carcere con la pesantissima accusa di adulterio per la quale rischia di morire; anche il padre è in carcere con l'accusa di essere un guerrigliero talebano. I bambini di notte vanno a dormire nel carcere che ospita la madre grazie all'aiuto di alcune guardie, e quando la luce del sole è alta nel cielo vagano cercando di rimediare qualche soldo per mangiare e qualche pezzo di legno con cui accendere un bel fuoco. In loro compagnia troviamo un cagnolino bianco che loro hanno salvato dalla morte; piccola nota tecnica: il cane è un elemento narrativo molto importante all'interno di questa opera cinematografica poiché ha l'arduo compito di alleggerire il tutto per smorzare la tensione. La vita dei due bambini procede in questa direzione, finchè un giorno trovano le porte del carcere della madre sbarrate su ordine del direttore che ha deciso che i figli dei prigionieri non possono più assolutamente entrare all'interno del carcere, neanche per pochi minuti; la pena per i guardiani che non fanno rispettare tale divieto è l'internamento dentro al carcere in cui lavorano. Da questo punto in poi inizia una nuova pagina della loro vita, sofferente e in qualche modo "speranzosa": i due piccoli protagonisti della storia decidono di darsi al furto. Vogliono rubare e lo fanno per un motivo "nobile": farsi arrestare dalla polizia e quindi andare in prigione per ritrovare la propria madre. Tuttavia, i due non riescono a farsi arrestare, ma vedono in una sala cinematografia un film, "Ladri di biciclette", il film che ha ispirato il regista Marziyeh Meshkini. Attraverso questa visione i due imparano come rubare in maniera maldestra per farsi scoprire dalle forze dell'ordine.

Un applauso va a tutti i membri del cast di questo film che ci hanno regalato una grande opera di nicchia che sarebbe bello fosse proposta in prima serata sui canali televisivi pubblici e non. Consigliato a tutti, senza alcuna distinzione. Anche il cinema iraniano ci regala grandi pellicole coraggiose e questa ne è un esempio.



Autore: cinepatrick


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