La città di Arretium, l'antica Arezzo, era dotata in età imperiale di un anfiteatro che è tuttora visitabile. Dall'ingresso in via Margaritone, non lontano dalla stazione ferroviaria, entriamo in quella che era un tempo l'arena in cui combattevano i gladiatori. Oggi essa è uno spazio verde coperto da un prato, che accoglie spesso spettacoli e manifestazioni culturali su palchi provvisori appositamente allestiti. Non sappiamo esattamente a quando risalga la realizzazione dell'anfiteatro, che viene però generalmente datato all'epoca dell'imperatore Adriano, quindi tra il 117 e il 138 d. C. Gli spettatori assistevano ai combattimenti seduti sulle gradinate che circondavano l'arena, delle quali è ormai possibile osservarne soltanto i resti delle murature di sostegno. L'utilizzo della struttura continuò probabilmente fino al IV secolo d. C., Finché i combattimenti di gladiatori, contrastanti con i principi di non violenza del cristianesimo, furono proibiti. I materiali dell'anfiteatro, ormai in abbandono, vennero prelevati e riutilizzati per la realizzazione delle mura cittadine, mentre all'interno si insediò un sepolcreto. L'edificio passò prima di proprietà alla Chiesa e poi alla famiglia degli Azzi, finchè vi si sovrappose una struttura destinata ad ospitare, fino alla metà del XIX secolo, il monastero di S. Bernardo. All'interno è allestito dal 1937 il Museo Archeologico intitolato all'aretino Caio Cilnio Mecenate, dove si conservano reperti di epoca etrusca e romana.
Autore: cresil82
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